Attenzione spoiler. :V
Ieri sera, spinto da un'insana voglia di acculturarmi con "i film che devono essere visti", ho deciso di buttarmi su questo classico della cinematografia mondiale. Quarto Potere, chiunque ne ha sentito parlare, non so quanti l'abbiano visto effettivamente, sta di fatto che ho iniziato a guardarlo consapevole che il film andava contestualizzato nell'epoca in cui è stato girato. Non sono partito prevenuto, lo giuro.
In breve c'è questo tizio, Charles Foster Kane, che eredita dalla madre una mega miniera d'oro che gli permette di non far più nulla di produttivo nella sua vita. Quando cresce infatti ha ormai un impero alle sue spalle, creato dal suo tutore, ma Kane non ha voglia di sbattersi tra CdA e noiosi business plan e decide di cazzeggiare con un giornale che rientrava tra le infinite proprietà del suo impero. Inizia così la sua avventura nella carta stampata, avventura che gli permetterà di influenzare bene o male tutta la popolazione con notizie che ora aiutavano certi interessi, ora quelli opposti, a seconda di come girasse al buon Kane. Nel mezzo ci buttiamo un paio di relazioni amorose, o presunte tali, dato che come ogni buon rapporto della prima metà del novecento le persone si piacevano e si sposavano per qualità del tutto trascurabili come le doti canore o il bon ton a tavola che in effetti doveva essere di ottimo livello dato che con la prima moglie, parente dell'allora presidente degli USA, Kane parlava solo a colazione, indaffarato com'era nell'attività giornalistica. La seconda moglie è invece una pessima aspirante cantante lirica che viene irretita da qualche battutina di Kane che mi fa rimpiangere di non essere nato in quegli anni dove per conquistare donne bastava qualche parola gentile e un paio di barzellette. Ad ogni modo con un paio di risate l'ochetta è cotta a puntino. Poi si viene a scoprire che Kane aveva questa relazione segreta, la sua ascesa in politica è vanificata proprio per questo, la prima moglie-soprammobile se ne va, lui si sposa la giovincella che però fa cagare nel canto e giustamente lui si incazza e vuole che impari a cantare dato che le ha comprato un teatro intero. Poi come in ogni film - questo rimarrà uguale in secula seculorum - la donna si lamenta perché lui non le da' amore ma solo cose materiali che intanto però si era goduta ampiamente. Idem per la prima moglie che rompe il cazzo a lui perché non la ama, però intanto quando se ne va incazzata è in pelliccia e non si sa come farà a mantenersi dopo se non con i soldi dell'ex-marito. Poi vabbè, c'è il filo conduttore del film, che ho omesso anche se forse è la cosa più importante. Cioè lui all'inizio, quando viene portato via dalla casa dove stava con papà e mamma, stava giocando sulla neve con la slitta. Immagine di lui portato via e la slitta che rimane sotto la neve dimenticata. Poi per tutto il film cercano di capire a chi si riferisse Kane quando, nell'atto di morire, pronuncia la parola "Rosabella". Tutti pensano ad una donna, ma alla fine si scopre (gli spettatori, nel film invece non verranno mai a saperlo) che Rosabella è la slitta che aveva da piccolo e che rappresenta la sua giovinezza e i valori semplici blabla che ha perso. Era infelice e solo, anche se aveva tanti soldi (e la slitta figa modello mille volte meglio di quella scassata che ha lasciato a casa). Sì insomma, come dire, i soldi non fanno la felicità. Non capisco come possa farla una slitta da 2 soldi, ma tant'è.
Ricapitolando il film ha come temi quello dell'influenza della stampa, dei rapporti di coppia freddi e superficiali e dell'amore inteso come possesso e non come dono. Già di per sé son temi noiosi e trattati mille volte nei film tra il 1941 e il 2010. Se aggiungiamo che il film è girato con tono documentaristico, in bianco e nero (che, ricordiamolo, fa figo solo se è scelto consapevolmente dal regista per dei motivi adatti - vedi Sin City - e non perché il regista è obbligato dalle tecniche dell'epoca), con attori di un'altra epoca con un'espressività pari a quella di un mobile Ikea, si capisce perché non è possibile esserne colpiti e/o affascinati e/o emozionati al giorno d'oggi.
Ma sta anche qui uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere questo post.
Ebbene, dopo il film c'è il classico momento "andiamo a vedere cosa ne pensano su internet". E tutti a dargli 10/10, film immenso, ha fatto la storia, nuove tecniche registiche,storia emozionante, Orson Welles aveva solo 26 anni, film esordio, la critica dice che è il più bello di sempre, tra i primi su imdb, rottentomatoes, novella2000, ecc ecc. Addirittura commenti del genere li trovi espressi da gente che scrive "xke" e non sa usare il congiuntivo... sì insomma, pare che Welles in effetti ci avesse visto giusto sull'influenza della stampa: si dice che film è bello solo perché si legge da altre parti che deve essere bello. Quello che voglio dire è che credo sia impossibile che un popolo in media giovane come quello del web voti entusiasticamente un film del genere. Nuove tecniche registiche? Ehi ragazzi, parliamo del 1941, è come se adesso lodassimo Bohr per le sue "nuove" teorie atomiche. Film d'esordio e regista giovane? Embè? A me un film deve lasciare qualcosa, punto. Non me ne frega nulla se il regista aveva 2 anni o 100 quando l'ha fatto, posso anche ignorare chi sia il regista ed apprezzarlo comunque un film. Storia emozionante? Ah già, non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla tv talmente erano coinvolgenti gli attori e la storia mai vista prima in un film: un ricco che è triste anche se ha i soldi. Un'emozione indescrivibile, manco "La vita è bella" di Benigni mi ha emozionato così tanto. Maddai... io mi ci gioco i gioielli che se non sapeste nulla di questo film, se non aveste letto "film migliore di tutti i tempi" in giro per il web, se non aveste visto tutti quei 10/10, arrivereste alla fine del film dicendo "che due palle".
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